Pierpaolo Capovilla interpreta Majakovskij. Con Dvd

Riferimento: 9791282501064

Editore: Auditorium
Autore: Capovilla Pierpaolo
Collana: Book disk
In commercio dal: 16 Luglio 2026
Pagine: 56 p., Prodotto in più parti di diverso formato
EAN: 9791282501064
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Descrizione

«Majakovskij mi è sempre piaciuto. È come la continuazione di Dostoevskij. O meglio, è una lirica scritta da un Raskol'nikov. Che talento travolgente! Come riesce a dire tutto, una volta per sempre, implacabile e coerente. E, soprattutto, con che audacia e che slancio scaraventa le cose in faccia alla società e anche più lontano, nello spazio.» (Boris Pasternak, Il Dottor Zivago) «Il verso di Majakovskij è costruito non su accenti metrici, ma su accenti verbali, conversazionali. Ogni parola, introdotta nel suo verso, conserva il proprio accento, e perciò ogni parola può anche diventare un verso singolo. La liberazione della parola poetica dalla versificazione livellatrice dei metri classici dà a ogni parola un'indipendenza di senso. La parola diventa consistente, ruvida, visibile. Questa libera poesia vocale ha permesso a Majakovskij di sviluppare con straordinaria forza un complesso sistema di nuove immagini poetiche. L'immagine centrale di Majakovskij è lui stesso, il poeta-tribuno, che si rivolge al pubblico con i suoi discorsi d'agitazione, con le sue denunce, i suoi panegirici. La poesia di Majakovskij è totalmente monologica e autobiografica. Majakovskij accostava ogni tema come si trattasse di un proprio tema lirico. I temi della rivoluzione, della vita quotidiana, del destino personale e anche i temi dei suoi distici pubblicitari sono impregnati di lirica emotività. Perciò egli ha saputo diventare il più grande lirico della nostra epoca. Nella poesia di Majakovskij non ci sono parole casuali, semanticamente neutrali, introdotte solo per conservare il metro. La principale differenza fra il verso di Majakovskij e la poesia di tutti i poeti russi che l'hanno preceduto sta nel fatto che i versi di Majakovskij sono calcolati sulla voce, sulla lettura a voce alta davanti a un pubblico di massa. Anzi, la poesia di Majakovskij trovava la sua piena incarnazione proprio nella sua voce, nella lettura dell'autore. È per questo che è cosi insopportabile sentire gli attori che storpiano i versi di Majakovskij dal palcoscenico.» (Nicotaj Chardiiev, Viadimir Trenin, 1970)